sabato 12 agosto 2017

Oscillando



Lunedi 7/08
Oggi, come ogni anno, dopo mesi di ferie ho ripreso a lavorare in fabbrica. Mi hanno messo a fare uno dei lavori più stupidi del mondo,cioè prendere dei bancali con degli stampi di similferro caricati sopra,  in tutto 600 stampi a bancale; stampi che hanno la forma di un famoso dolce , sono infilati uno dentro l’altro in quindici file da venti e vanno appoggiati su un tavolo, disincastrati uno dall’altro – e alcuni di questi fottuti suddetti stampi sono infilati fottutamente a fondo nello stampo successivo, soprattutto quelli più in basso sul bancale, sui quali è gravato il peso dei fottuti stampi superiori- e appoggiati su un banchetto di modo che due signore possano caricare sti cosi dimmerda in una macchina del cazzo. Sono circa centomila fottuti stampi dimmerda da caricare in tre giorni. Oggi, per otto ore non ho fatto che questo. E dovrò farlo anche domani e mercoledì; Centomila stampi in tutto. Per quanto oggi, intorno alla settima ora di lavoro mi sia ritrovato, non so precisamente perché, ma qualche idea me la sono fatta, a pensare di farmi il porto d’armi, comprare una pistola e fare una strage d’innocenti che nulla hanno a che fare col mio lavoro, devo ammettere che, col senno di poi, questo tipo di lavoro in fabbrica –solitamente non faccio questa roba, bensì mi occupo di controllare e risolvere i problemi di determinati macchinari utilizzati per la palletizzazione e l’incelofanatura di bancali di dolci-, per quanto incredibilmente frustante sia molto importante per apprezzare a pieno le cose belle della vita. Dopo una giornata come quella che ho passato oggi tutto ciò che non è fabbrica brilla e profuma, il lago sembra più fresco, splendente e pieno di ragazze bellissime, il cibo è tenero e succulento e anche la compagnia di amici insensibili o ritardati è semplicemente meravigliosa, paragonata a una cazzo di giornata in fabbrica. Addirittura i risvoltini, le canzoni dei the giornalisti e i tatuaggi sul retro coscia paiono accettabili, semplici vezzi che si possono pur sempre ignorare invece di incazzarsi e bestemmiare, perché la vita è splendida e merita d’esser vissuta in tutte le sue mille sfaccettature. E questo concetto apparentemente semplice lo si capisce meglio se ogni tanto si fanno dei lavori di merda.

Ovviamente tra qualche settimana di lavoro scriverò un post di sole bestemmie; fanculo la grammatica, niente aggettivi, soggetti né verbi, solo una sequela imbarazzante di abominevoli bestemmie perché non mi sono laureato in qualcosa di figo per dio! e star dietro a dei macchinari industriali, per quanto sia molto meglio di impilare o de-impilare oggetti incastrati, come un robot mongoloide, fa comunque schifo al cazzo, è frustrante ed io non vorrei dover fare nè questo tipo di lavoro nè nessun altro, il lavoro è il male  e c’è un sacco di gente che ci tiene così tanto, al lavoro, che sono certo potrebbe lavorare anche per me.



Sabato 12/8
Il lavoro inizia a farsi sentire. Sono uscito di casa con le migliori intenzioni, pensavo centro città, fiche, vino buono, passeggiare, veder gente. I miei amici si sono divisi tra quelli che stanno con la morosa, quelli che stanno a casa di uno a bere e fumare hashish e quelli che si chiudono nella birreria del paese a morire di caraffe di birra offerte perchè poi il pub chiude per un mese. In centro da solo non ci vado, non conosco nessuno. Controvoglia mi aggrego alla banda birreria, bevo tre quattro pinte ma non sono niente in forma,  alle dieci e mezza vado a casa, giusto in tempo per vedere, sul gruppo wazzup, le varie foto di scaraffate di birra offerte dal titolare che deve svuotare le spine. Non mi frega un cazzo, non le avrei bevute, sono stanco dentro, il lavoro debilita l'uomo, soprattutto se l'uomo sono io e il lavoro è una merda, voglio solo annullarmi e spegnermi, domani mi strafogo di cibo, ingrasso e sono felice, ingrasso e sono triste, sono felice e sono triste, sono un'altalena del cazzo e tutti sono banali, vorrei solo incontrare qualche persona interessante che non mi parli solo della sua vita, ormai non parlo più, sto in silenzio, e non è che mi piace ascoltare, una volta mi piaceva ascoltare, ora sto in silenzio solo perchè non ho nulla da dire, e le poche volte che vorrei dire qualcosa vengo interrotto e capisco che nessuno mi vuole ascoltare, io non merito niente di tutto ciò eppure mi merito tutto quello che mi faccio succedere, ma non mi compiango, l'ho scelto io, la vita è un altalena, ora gratto il pavimento,  domani riderò forte.




6 commenti:

  1. io non credo che tu vada matto per il pandoro :DDD

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    1. You're right!
      Welcome back, smelly frog.

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  2. I risvoltini no però.
    Comunque mi dico sempre che vorrei fare, almeno a periodi, un lavoro che richieda solo degli automatismi (tipo zappare o stendere della biancheria), ma poi non so se ce la farei. La mia necessità di tendere verso un qualsiasi obiettivo è troppo grande.

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    1. Non farlo mai.
      O meglio, mettiti a pitturare casa, aiuta gli amici a traslocare, zappa e vanga l'orto ma non farti rinchiudere in una fabbrica per più di quindici giorni, ne va della tua sanità mentale.

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  3. Ciao Bill, questo pezzo mi piace moltissimo, se tu abitassi vicino ti inviterei io a bere una birra, così ti ascolterei parlare della fabbrica :)
    Ho fatto tanti lavori di merda, fabbrica compresa, l'estate dei miei 17 anni. Ricordo quanto fosse estraniante comporre ogni giorno lo stesso mosaico nello stesso stampo, ricordo la mediocrità che avevo attorno e l'attesa spasmodica del weekend. Ma è stata un'esperienza importante, ho portato a casa un cubetto di mosaico e l'ho conservato molti anni. Ho guardato quel cubetto quando mi scocciava andare al liceo e quando mi sono iscritta a scienze politiche. Un lavoro che non mi fa bestemmiare però, se ti consola, al momento non l'ho trovato. Il problema secondo me non è lavorare, ma lavorare per ottenere qualcosa che non è il pane (o il pandoro, fai tu).
    Ti abbraccio stretto.

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    1. Un giorno che vengo al mare, magari l'anno prossimo, una birretta ce la facciamo, che lentamente voglio conoscere live tutto il mondo di blogger a cui mi sono affezionato. Sono molto indietro ma sei o sette già sono andato a trovarli.

      L'idea di aver guardato il cubetto di mosaico per spronarti a studiare mi pare ottima.

      E si, mi consola sapere che non c'è lavoro senza bestemmie; già l'immaginavo ma avere una conferma fa solo che bene.

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