martedì 8 agosto 2017

Martin Eden – Jack London





Accanto agli occhi arditi di quella ragazza, una nausea morale lo scosse […]
Ricordò che aveva sempre coltivato, come in un giardino segreto, pensieri rari e preziosi. Quando aveva tentato di farne partecipe qualcuno, non aveva trovato né donna né uomo capaci di comprenderlo. E poiché quei pensieri superavano la comprensione di quella gente ne concludeva, ora, che doveva essere superiore ad essa. Strinse i pugni. Giacchè la vita significava per lui molto di più, toccava a lui domandare molto di più alla vita; ma non ci voleva quella compagnia; gli arditi occhi neri non gli potevano offrire nulla di nuovo.




Mi piace vedere, e voglio vedere di più e voglio imparare a vedere in modo diverso!




Ella aveva una mentalità come ce n’è tante; di quelle menti persuase che le loro credenze, i loro sentimenti e le loro opinioni siano le sole buone, e che la gente che pensa diversamente è della povera gente da compiangere […] A Ruth questa forma mentale diede il desiderio di formare quell’uomo secondo un’essenza diversa, a somiglianza delle banalità che la circondavano e le rassomigliavano.




Di botto, pur seguitando a parlare, decise di morire per lei, e sogni d’eroici sacrifici gli attraversarono il cervello tutto sconvolto.




Chi sei tu? Donde vieni? In realtà tu appartieni alle ragazze come Lizzie Connolly, a tutto quanto è basso, volgare e brutto. Tu sei della stessa specie del bestiame e degli schiavi che vivono nelle immondizie e nel puzzo. Eppure tu osi aprire un libro, ascoltare della musica meravigliosa; tu impari ad apprezzare la bella pittura, a parlare un inglese corretto e pensare come nessuno pensa nel tuo ambiente. Chi sei, e che cosa sei?




Dopo aver bevuto ancora un po’ ecco le fantasmagorie provocate dall’intossicazione mettergli in moto il cervello. Ah! Ecco nuovamente il senso della vita! La prima boccata d’aria vitale che respirava dopo tre settimane! I sogni gli riapparvero; la fantasia fuggì dalla camera tetra e, tutta velata di fiammeggiante chiarore, gli fece segno; tutto il potere che aveva era ritornato in lui.




Il bere era un effetto, non la causa, e susseguiva inevitabilmente al lavoro, come la notte sussegue al giorno.




“Se non altro vivrai, vecchio mio! E ti capiterà per la prima volta!!”
“Sono stato una volta all’ospedale” Corresse Joe. “Era meraviglioso. Tifo. Non te l’ho detto?"




Queste idee erano ragionevoli e l’amore invece era al di là della ragione. Lo venerava. L’amore dimora sulle vette delle montagne, oltre le valli della ragione. E’ la sublimazione dell’esistenza, la cima più alta della vita e si incontra di rado.




Era incapace di seguirne i voli della mente, così che quando il cervello di lui superava il suo le sembrava semplicemente pazzo.




Non c’è un’idea originale nelle loro opere, essi non conoscono altro che la cosa stabilita; in realtà sono loro la cosa stabilita. Il loro cervello è fortemente colpito dalla cosa stabilita, come il montone dal marchio del gregge. E la loro funzione consiste nel mettere lo stampo su tutti i giovani universitari, e nello scacciarne tutto ciò che possono avere d’originale nel cervello, e nel segnarli col suggello della “cosa stabilita”.




“Ciò rientra perfettamente nell’onnipotenza della cosa stabilità”, replicò lui. “Ciò che è, non solo è bene, ma non potrebbe essere meglio. Il fatto che una cosa esiste basta da solo a giustificarla! Nota che solo l’ignoranza della gente fa credere una stupidaggine simile. La gente immagina di pensare e accade che degli esseri senza pensieri si erigano ad arbitri di coloro che pensano davvero”




I grandi giudici musicali possono avere ragione tutti quanti; ma io sono io e non assoggetterò il mio gusto al giudizio concorde del pubblico. Se una cosa non mi piace, non mi piace, ecco; e nulla al mondo me la farà piacere per scimmiottatura, perché piace a gran parte dei miei contemporanei, o perché fanno finta che piaccia. I miei gusti e le mie antipatie non possono seguir la moda.




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3 commenti:

  1. ormai potresti persino togliere il warning quando si apre il tuo blog, qui si parla solo e sempre di cose serie, niente più dispute sul pelo o sul glabro

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    1. Mio caro Frac, il tuo commento cade a fagiuolo, proprio iersera ho avuto materiale per un post old school con cui giustificare appieno la presenza del disclaimer d'apertura.
      Appena ho tempo, voglia e un filino d'ispirazione lo butto giù e per la settimana prossima lo pubblico.

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  2. oh, finalmente un po' di sana faiga, che a me della vecchia scuola ancora piace con i peli

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